lunedì 11 settembre 2017

Come e perche' scrivere il miglior post per il proprio blog?






Chi gestisce un blog ha come obiettivo raccontare qualcosa e quindi vuole che i suoi posts vengano letti. A volte per semplice narcisismo, molto piu' spesso per vendere qualcosa, ma se si screa un post (insomma, se si scrive qualcosa), lo si fa perche' questo post venga visualizzato e letto.
Quindi, qual e' la formula migliore per far leggere al maggior numero di persone il post che abbiamo appena creato per il nostro blog?
La rete fornisce una enormita' di risposte. Ci sono guru che promettono formule magiche per scrivere il post perfetto, guide definitive, studi approfonditi, ecc... eppure tutto questo non basta.
Perche'?
Proviamo a partire dalla nostra realta'.
Quando facciamo una domanda a qualcuno, cosa desideriamo in effetti piu' e prima di tutto? Si, esatto. Desideriamo una risposta. Semplice, chiara, esplicativa e garbata. Una risposta.
Quindi si puo' affermare che quando scriviamo un post per esprimere un nostro stato d'animo o per spiegare come funziona qualcosa o per vendere qualcosa altro, dobbiamo essere prima di tutto chiari. Per essere chiari dobbiamo scrivere in modo semplice e corretto in modo da esprimere cio' che vogliamo dire in modo che il lettore del nostro blog possa capire.
Possiamo seguire questo schema:
1.       Premessa
2.       Contenuto
3.       Esempi e citazioni
4.       Conclusioni
5.       Call to action
6.       Foto e/o video
La premessa serve per introdurre l'argomento che si andra' a trattare. Per esempio se il blog tratta di cucina e il post che andiamo a scrivere tratta di agnolotti, sara' bene spiegare che cosa sono gli agnolotti e un minimo di storia per poi passare a descrivere la preparazione.
Il contenuto e' secondo me, la parte piu' importante. Affinche' un blog abbia successo per prima cosa dobbiamo preoccuparci di scrivere contenuti (post) di qualita'. Per qualita' possiamo intendere cio' che si diceva all'inizio a proposito di cio' che ci aspettiamo quando facciamo una domanda. Ci aspettiamo una risposta. Quindi un buon post deve dare una risposta. Come? Come vorremo che fosse una risposta ad una nostra domanda? Chiara, semplice, applicabile e ovviamente garbata.
Ritornando all'esempio degli agnolotti, dovremo spiegare semplicemente come si fanno gli agnolotti, come si cucinano e come si condiscono, cosa si deve evitare, ecc. Dovremo cercare di adattare il nostro linguaggio al pubblico cui ci rivolgiamo (e' diverso se devo spiegare il processo industriale che porta alla produzione in vasta scala di agnolotti, dallo spiegare come fare gli agnolotti in casa).
In questo modo creeremo anche empatia, cioe' riusciremo a far immedesimare il nostro pubblico con noi e quindi riusciremo a far preparare ottimi agnolotti. Senza troppi tecnicismi che porterebbero semplicemente il lettore a sentirsi impreparato.
Questo otterra' l'effetto di ritorno, cioe' il lettore tornera' sul nostro blog quando dovra' preparare qualche altro piatto che di cui noi avremo pubblicato la ricetta, anche se la concorrenza nel campo della cucina e' enorme.
Un esempio che mi riguarda l'ho analizzato qui, quando ho preso in considerazione la differenza che ho trovato nel seguire una ricetta dalla pagina di Peronaci e il canale Youtube di Mimmo Corcione. Nel primo caso la cucina e' perfetta ma e' davvero troppo distante da una cucina di casa mentre il secondo propone ricette fatte in casa proprio come le possiamo fare tutti, nelle nostre cucine. Cosa che ho voluto riprendere con questo blog di ricette.
E nell'ultimo paragrafo abbiamo visto anche il punto dedicato agli esempi e citazioni, che devono essere fatti appunto in modo naturale e che avranno l'importante funzione di rafforzare e dare credibilita' al nostro pensiero.
In questo modo si arriva alle coclusioni.
Basta tutto questo per pubblicare il miglior post? Diciamo che e' il miglior inizio per fare in modo che il nostro blog abbia successo. La gente ci capisce e ritorna. Quando puo', fa pubblicita' per noi proprio come facciamo noi quando andiamo al ristorante e mangiamo bene, pagando il giusto prezzo.
E come il ristorante dove noi andiamo a mangiare avra' magarti un'ottima insegna fuori dal locale, ecco che le foto (o i video) possono attirare l'attenzione di un pubblico ancor piu' grande. Come si dice? Un'immagine vale mille parole...
L'ultima parte riguarda la "call to action", cioe' spronare il pubblico a fare qualcosa inerente il post stesso, cioe' commentare e condividere, cosi' da coinvolgere il pubblico.
In questo caso, oltre a tutto cio' vi chiedo anche: parlate di questo blog con i vostri conoscenti. Farete due cose utili agli altri (per i vostri conoscenti perche' avranno valore aggiunto e per me perche' avro' pubblicita') e una utilissima per voi. 
Farete in modo che questo blog possa continuare ad esistere.

Link: Come aumentare le visualizzazioni di post e blog: gli aggregatori
Come aumentare le visualizzazioni del proprio sito/blog: parola chiave, coda lunga (long tail keywords)

martedì 5 settembre 2017

Come e perche' utilizzare le storie di Instagram



Le storie di Instagram sono foto (o video) scattate nelle ultime 24 ore e che dal momento in cui vengono pubblicate possono essere visualizzate nelle 24 ore successive alla loro pubblicaizone e poi scompaiono.
Uno degli scopi delle storie di Instagram puo' essere quello di raccontare i fatti secondari di una giornata o di un evento ai propri followers, partendo dal presupposto che la parte piu' importante sia pubblicata sul diario permanente di Instagram attraverso una o piu' foto o video.
Chi vede una storia sa che quello che vede e' successo nelle 24 ore precedenti (ed e' indicato anche il lasso di tempo da quando e' stata pubblicata quella foto).
Se la storia e' composta da piu' foto e/o video si puo' andare avanti o indietro nella visione facendo tap a destra o a sinistra. Si puo' fermare la foto o il video tenendo un dito a meta' schermo (in alto o in basso) e si puo' anche andare al profilo dell'utente facendo tap sul nome dell'account (in alto a sinistra)
Alle storie di Instagram si possono aggiungere hashtag, luogo, data, emoji e tante altre funzionalita'.
Gli hashtag e il luogo sono particolarmente importanti ai fini della visualizzazione delle storie di Instagram, in quanto la foto (o il video) che contiene il luogo o hashtag viene raggruppata assieme a tutte le altre che contengono quella indicazione di luogo o hashtag e mostrata attraverso una nuova storia dedicata a quel luogo o a quel hashtag (quindi in genere viene vista da molte piu' persone, tutte quelle che vedono la storia di quel luogo o di quel hashtag)
Periodicamente vengono implementate nuove funzioni (generalmente divertenti emoji o effetti da applicare a selfie)
 In molti casi sono utilizzate in modo scherzoso dagli utenti, complice il fatto che permettono effetti come "boomerang" proprio per  far sorridere chi vede la storia.
Ora, sempre nel reparto storie, vi e' anche la possibilita' di visualizzare eventuali dirette che l'utilizzatore ha deciso di salvare (sempre per 24 ore) e, soprattutto, da poco e' stata implementata la funzione "web", cioe' la possibilita' di vedere la storia anche dal pc e non solo piu' dalla app come accadeva prima.

Qual e' quindi il modo migliore per utilizzare le storie di Instagram?

Se l'utente e' un privato la risposta e' molto semplice: come si vuole. Attraverso la storia si dara' dimostrazione della propria fantasia e creativita' e si raccontera' un pezzo della propria vita.

Diverso e' il discorso se l'utilizzatore e' un'azienda. Molto diverso.

Infatti le storie permettono una comunicazione istantanea con il proprio target (si presuppone che chi segue una azienda su Instagram sia interessato ai prodotti). Questa comunicazione puo' avere un effetto davvero notevole soprattutto per quanto riguarda la fidelizzazione al brand.
Con la storia un'azienda puo' far vedere cosa succede "dietro le quinte" ai propri clienti. I processi di produzione per esempio possono far vedere quanta cura alla qualita' dedichi un'azienda che produce cibo, i retroscena delle sfilate e la produzione di abiti e accessori se l'azienda produce moda... Si vede molto spesso l'uso che fanno delle storie i marchi di automobili...  la presentazione di nuovi modelli passa anche dalle storie, le gare, le prove, fino ad arrivare dentro le fabbriche dove vengono progettati e nascono i nuovi modelli del marchio.
Tutto questo riflette quanta importanza ricoprano le storie di Instagram (e degli altri social) per le aziende che gestiscono bene la propria comunicazione.
Attraverso le storie un'azienda puo' regalare al suo pubblico un motivo in piu' per sceglierla. Questa e', secondo me, la motivazione piu' forte per usare le Storie di Instagram.

Il mio profilo Instagram e' molto attivo con le storie. E il vostro?


venerdì 25 agosto 2017

Come imparare una lingua straniera


In eta' adulta ci si trova spesso confrontati con l'esigenza di imparare una (o piu') lingue straniere: vuoi per lavoro, vuoi per un trasferimento all'estero o per altri motivi, imparare una lingua puo' tornare comodo.
Ma non e' affatto facile... e spesso anche costoso.

Infatti esistono molte scuole di lingue che fanno corsi per insegnare una lingua, e alcune, propongono anche viaggi nel paese di linguamadre, ma di solito, queste scuole sono molto care.

allora si puo' dare un'occhiata alla rete che mette a disposizione molti strumenti validi per imaprare a fare molte cose.
in internet ci sono molti corsi di lingue. alcuni sono a pagamento e, nelle pubblicita', promettono cose fantastiche (tipo imparare una lingua straniera in 3 settimane). altri sono gratis...
non entro in merito per quanto riguarda i corsi a pagamento, ne ho provato uno e non mi e' assolutamente piaciuto, ma evidentemente devono funzionare per qualcuno visto che continuano a fare pubblicita'...

Tra quelli gratuiti ho provato vari metodi (infatti di solito ogni corso di lingue straniere utilizza un metodo proprio) e devo dire che con uno mi sto trovando particolarmente bene.
Infatti lo scopo di questo post e' condividere con chi legge la mia esperienza

ho cominciato a maggio ad utilizzare duolingo per imparare tedesco. Pensavo sinceramente di smettere dopo poco (il tedesco e' davvero difficile), ma non e' stato cosi'. Infatti sto continuando ad imparare e ogni giorno le mie conoscenze migliorano. a volte imparo cose nuove a volte ripasso per consolidare le cose che avevo gia' studiato. da luglio ho affiancato anche un perfezionamento delle basi di francese (in parte lo conosco ma dovevo ripassare un pochino)'

Per me e' stato di grande aiuto quello che e' un po' il motto di duolingo:
"Imparare una lingua straniera non e' uno sprint, e' una maratona"

Questo significa che, secondo duolingo, non occorre stare tantissime ore a studiare per imparare una lingua straniera, ma occorre studiare un po' tutti i giorni (duolingo propone durate di studio che vanno da 5 a 20 minuti al giorno)
Infatti se con i nostri impegni quotidiani, decidiamo di passare molte ore a studiare (oltre a lavoro, famiglia, sport, ecc) e' molto molto probabile che dopo pochissimo tempo smetteremo
Invece se la proposta e di studiare, mettiamo un quarto d'ora al giorno, ecco che piu difficilmente ci passera' la voglia (ovviamente se abbiamo un minimo di motivazione)
fino ad oggi con me ha funzionato... e con voi?
Fatemi sapere
lascio qualche links per chi vuole approfondire l'argomento:
Duolingo
CEO e cofondatore di duolingo Luis Von Ahn
Duolingo su Wikipedia
Twitter Duolingo
Twitter Luis Von Ahn

mercoledì 16 marzo 2016

Parmigiana di melanzane (fotoracconto + link per videoricetta)

Non smetterò mai di ringraziare +mimmo corcione  per le ricette che ci regala sul suo canale Youtube.
La sua videoricetta della parmigiana di melanzane la potete trovare a questo link.
Questo è semplicemente un fotoracconto della mia realizzazione (unica differenza è la salsa di pomodoro e basilico, che, per questa volta ho voluto provare un pò piccante e con qualche profumo in più). Nel video trovate anche un affascinante racconto delle origine della parmigiana.

Ora le foto:
per prima cosa ho fatto "spurgare" per un paio di ore le melanzane (affinchè perdano il loro liquido amaro: tagliare a fette le melanzane e fare strati in un colapasta; ad ogni strato mettere un pò di sale grosso; coprire con un piatto la cima del colapasta e metter sul piatto un peso per esercitare pressione sulle fette di melanzane; dopo due ore lavare e asciugare bene le fette di melanzane per poi friggerle):

Melanzane_spurgate

Salsa di pomodoro un pò piccante (trovate la realizzazione al link, ho aggiunto qualche erba profumata e un pò di peperoncino):

Salsa_di_pomodoro_piccante

Parmigiano grattugiato:

Parmigiano_reggiano_grattugiato
Inizio a friggere le melanzane:

Melanzane_che_friggono
Ecco il risultato (avendo usato per friggere olio di semi di girasole molto molto caldo, le melanzane NON hanno assorbito olio e sono rimaste asciutte):

Melanzane_fritte
Preparazione dei 2 strati e "chiusura" prima di infornare: si inizia con un fondo di salsa di pomodoro, poi si dispongono le melanzane, poi salsa, poi parmigiano, poi mozzarella (altra differenza.. non ho usato la scamorza ma 2 mozzarelle) e così via come da ricetta:

Fondo_di_salsa_piccante
Strati_di_ingredienti_per_parmigiana
Ed ecco la parmigiana di melanzane pronta per il forno:
Parmigiana_pronta_per_il_forno_laterale
Parmigiana_pronta_per_il_forno
E finalmente appena sfornata:

Parmigiana_appena_sfornata

Parmigiana_appena_sfornata_laterale


Buon appetito!!

lunedì 7 marzo 2016

Facebook Vs. Twitter: l'importanza della timeline


La timeline, riferita ai social network Facebook e Twitter, è quella pagina in cui vengono raggruppate le notizie (post) che vengono pubblicate da chi seguiamo. 

Immaginiamo ora di avere account con oltre mille amici su Facebook e altrettante persone seguite su Twitter. Con che criterio, quando accediamo al servizio i 2 social network ci presentano tutta la mole di post che sono stati pubblicati dall’ultima volta che siamo entrati?

Per rispondere a questa domanda occorre precisare che la timeline si basa sullo stesso principio di un motore di ricerca. Allo stesso modo infatti possiamo domandarci su che principi si basi, per esempio, Google quando facciamo una ricerca per presentare la scala dei risultati. Perchè mettere prima il sito “X” e non il sito “Y”?

La risposta a queste domande è un algoritmo. 

L’algoritmo è un procedimento matematico che attraverso una serie di passaggi risolve una “richiesta”. A seconda di come viene programmato l’algoritmo si ottengono risultati diversi.
Quindi per rispondere alle domande di prima, per Google lavora un algoritmo che a seconda della nostra ricerca presenta risultati tenendo conto di moltissimi fattori: ovviamente la pertinenza (deve essere esattamente quella che noi abbiamo richiesto o la più simile) poi la “credibilità” di un sito (determinata dal fatto che sia una istituzione, o che riceva molte visite e che queste visite siano durature, ecc), poi la chiarezza (determinata ad esempio da quanto tempo chi visita quel sito si ferma..), ecc...

Per quanto riguarda invece Facebook l’algoritmo che regola la presentazione della “newsfeed” di un account lavora principalmente sui “like” cioè sulle preferenze che noi esprimiamo quando ci relazioniamo all’interno del social network. Quindi tenderà a privilegiare le notizie dei nostri amici e/o delle pagine che seguiamo a seconda di quanti like noi attribuiamo loro. Questo può essere un grande limite, infatti se un nostro amico pubblica poco ma di qualità è molto probabile che noi non vedremo cosa lui ha pubblicato perchè il nostro account sarà sommerso dalle notizie di chi pubblica moltissimi post e quindi raccoglie qualche like in più oppure dalle “fan page” di personaggi famosi che in genere raccolgono una montagna di like e condivisioni.

Twitter invece lavora con un algoritmo più “lineare”, infatti presenta i risultati in ordine cronologico e quindi a mano a mano che i post vengono pubblicati,questi passano sulla nostra newsfeed (senza distinzione se il post pubblicato è di Madonna o di un oscuro amico). Poche settimane fa sembrava che anche Twitter volesse portare la newsfeed in ordine di preferenze. Molti iscritti hanno protestato dicendo che a quel punto il social network sarebbe diventata la fotocopia di Facebook (infatti dovrebbe essere anche imminente l’abolizione del limite dei 140 caratteri dei tweet). Sembra che in questo momento Twitter abbia deciso di lasciar la scelta ad ogni singolo account per quanto riguarda la possibilità di visualizzare la pagina delle notizie a seconda delle preferenze o cronologico. Questo è ovviamente un processo lungo e con dei test che faranno pendere la bilancia dalla parte che aiuterà maggiormente il social a monetizzare la pubblicità.

Perchè è bene non dimenticare che tutto questo (l’elaborazione di algoritmi sempre più potenti e precisi) i vari socialnetwork e motori di ricerca lo fanno per poter vendere pubblicità.

Se da una parte Facebook può vantare un algoritmo estremamente preciso, Twitter ha messo in consiglio di amministrazione componenti di case automobilistiche e di multinazionali garantendosi grossi introiti pubblicitari.
Certo che Facebook in questo momento fa la parte del leone nel mercato pubblicitario dei social network (anche grazie ad una mirata campagna acquisti che gli ha messo in casa Instagram, Whatsapp e Messenger) con un miliardo e mezzo di utilizzatori... però abbiamo visto negli anni scorsi che in ambito web tutto può cambiare in poco tempo.


In ogni caso da queste considerazioni si può intuire l’importanza della timeline...

giovedì 3 marzo 2016

Twitter: come ottenere pubblicità gratuita


Come abbiamo visto in questo post Twitter è un’ottima fonte di informazione per chi scrive su un blog, quindi aiuta a creare buoni contenuti (post).

Dopo aver scritto e pubblicato un post occorre però farlo conoscere. Anche in questo caso Twitter ci viene in aiuto.

Come? Lo vediamo subito.

Il metodo migliore per creare pubblicità mirata ed efficace su Twitter è Twitter ADS, cioè la pubblicità istituzionale del social network. Questa pubblicità può sponsorizzare il singolo tweet o dirigere maggiore traffico verso il proprio blog o sito internet. Ma costa... e io nel titolo del post ho scritto GRATIS.

Allora la soluzione è CERCARE.

Cercare cioè nel mare magnum di account di Twitter per trovare cosa? Per trovare quegli account che promettono di retwittare i nostri post al solo prezzo di essere menzionati all’interno del post stesso.
Quindi se voglio dare visibilità a questo post mi basterà lanciarlo in Twitter e mettere la menzione di uno o più degli accont che lo retwitteranno.

Ho provato e funziona.

Anche perchè alcuni di questi account hanno decine di migliaia di followers (il trucco è semplice anche qui: ti seguono se tu li segui e ti retwittano se tu li menzioni, in definitiva loro guadagnano in followers e visibilità dell’account e tu in visibilità del post)

Ovvio che se si guardano le statistiche dei tweet (vedi questo post per come fare) si noterà che i tweet che sono stati retwitati hanno avuto una marea di visualizzazioni e “poche” interazioni (se faccio pubblicità ad un negozio di Torino e lo faccio retwittare lo leggerà anche chi abita a Roma e magari non è interessato ma molto probabilmente lo leggerà anche qualcuno di Torino che potenzialmente è interessato...). Ma come si diceva è del tutto GRATIS... quindi perchè non utilizzare anche questa strada? In più tutti gli account che ho trovato io sono italiani (quindi se ho un blog italiano è l’ideale e così se ho un negozio o una qualsiasi attività commerciale)


Se a qualcuno serve un elenco GRATUITO  di account che retwittano mi scriva in privato su Twitter o Facebook o mail.




giovedì 11 febbraio 2016

Come analizzare il proprio account Twitter: Analytics


Può far comodo a tutti analizzare l’andamento del proprio account Twitter per capire quale tweet ha ricevuto più visualizzazioni (impression), quale è stato maggiormente retwittato e quale ha avuto maggiori interazioni, ecc.., nell’arco della giornata, del mese o nei mesi passati.

Soprattutto può far comodo a chi ha un interesse economico che si muove dietro ai propri tweet.

Per questo ci viene in aiuto uno strumento che Twitter ci mette a disposizione: Analytics.

Lo si trova clliccando sul nostro avatar (in alto a destra) a fianco di “cerca su Twitter”. Da li si apre un menù a discesa dove ci vengono presentate varie opzioni, tra cui “impostazioni” e, subito sopra, “Analytics”.

Cliccando su Analytics veniamo reindirizzati sulla pagina specifica che offre molte possibilità.

I tasti principali in alto sono: home (riassunto), tweet (analisi dei tweet), segmenti di publbico (analisi del pubblico che ha visionato i nostri tweet), eventi (legato a Twitter ads) e altro (da qui strumenti specifici per chi utilizza le sponsorizzazioni dei propri tweet o gli ads in genere)
Dai tasti principali, scorrendo, possiamo analizzare in maniera semplice ed intuitiva il nostro operato su Twitter e vedere quali sono gli argomenti che sono piaciuti di più e a quale fascia di pubblico.

Molto simile alle statistiche di base che offre Blogger ai propri utilizzatori. Meno completo e anche meno complicato da utilizzare rispetto a “search console” sempre di Google che però si rivolge ad un pubblico decisamente tecnico (webmaster)


Consiglio di tenere d’occhio Twitter Analytics per essere sempre più efficaci nella propria comunicazione, sia che il nostro scopo si fermi al piacere di twittare ma ancor di più se tramite Twitter (che è uno strumento davvero potente per la propria pubblicità, se ben usato) vogliamo arrivare ad uno scopo commerciale